il salice sulla riva del grande fiume

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June 2010

11 posts

Sign o'times

Fa uno strano effetto vedere come lo stesso tempo, dieci anni, che hanno cambiato la tua vita, millimetro dopo millimetro, abbiano segnato chilometri di marcia nelle vite altrui su strade e sentieri del mondo che non hai più incrociato.
Così antiche amicizie perdute, colpevolmente trascurate, riemergono d’un tratto in qualche foto e due righe con gli occhiali del web.
Sembra ieri che ci si e’ salutati.
Oh, qualche segno sul viso lo vedo, come non vedo ma immagino ne porti il mio, ma il sorriso degli occhi e’ ancora quello del 1989.
Congratulazioni Ada, che bella sorpresa rivederti felice.

Jun 25, 2010
Jun 24, 2010
once we were warriors

Si tratta di un minitrekking. Perché il minimo indispensabile ad affrontare il percorso tra la Valle di Scalve e la Val Seriana compreso tra il rifugio Vivione e il Curò è un paio di giorni, ma questa porzione delle Orobie è talmente ricca di varianti e cime che potresti starci anche un mese intero. Pronti via. Orobie di giugno ha dedicato a questo bell’itinerario un ampio servizio – e pure la copertina – per inaugurare la stagione delle passeggiate, quei tre mesi in cui la montagna si trasforma in un grande polmone verde e la gente ci sale per trovare non solo pace, ma anche un po’ di refrigerio. Solo un’avvertenza a proposito del minitrekking: magari aspettate ancora qualche giorno perché quest’anno le precipitazioni sono state davvero abbondanti e l’itinerario si snoda quasi per intero attorno ai 2 mila metri, ma anche più. Partenza dal rifugio Vivione (1.828 metri), arrivo Curò (1.915 metri). In mezzo una sequenza infinita di creste, laghi (almeno tre, giusto per considerare i più importanti: Valbona, Venerocolo e Barbellino) e un rifugio, il Tagliaferri, che completa il tris dei ricoveri alpini. Davvero un bel tris, perché il piacere di affrontare questi due giorni in quota sta anche e proprio nell’ospitalità e nell’accoglienza di queste strutture. Prendiamo quella di mezzo, il Tagliaferri: un bel rifugio in pietra con le imposte rosse che va venir voglia di salirci solo a guardarlo in foto. A proposito: il pezzo forte del reportage di Orobie, senza nulla togliere all’esauriente testo di Enzo Valenti, sono le immagini di Mauro Lanfranchi. Come al solito il fotografo si è prodotto in un reportage di livello con scatti spettacolari che ben rendono questo ambiente selvaggio e ricchissimo di acque


Jun 24, 20101 note
cronache della terra di mezzo

apro le finestre dell’ufficio

a folate giunge da lontano il brontolio dell’autostrada che incessante trasporta ogni cosa nella sua corrente alternata come un grande e inesauribile fiume.

sui tigli del giardino e sui cipressi ed i cespugli, l’acacia e l’oleandro del vicino cinguettano e trillano e fischiano passeri, merli e cardellini.

la brezza fresca della sera porta l’odore caldo dello stallatico sparso sui campi per la coltura del trinciato.

così il figlio del mezzadro fa il metalmeccanico in campagna, passando tra un cambio utensile e l’altro a staccar le mature amarene dall’albero e le prime succose susine.

Jun 21, 2010
Ciao Vecio

Ieri sera mi sono riletto “il sergente nella neve”
L’anabasi del 55, la civiltà contadina che esce dal pozzo di ghiaccio tenendosi stretti i pochi brandelli di umanità che le restano.
Rivedo mio padre
Rivedo mio nonno
Un po’ di conforto per non diventare del tutto misantropo. Chissà se c’e ancora quel sangue sotto la plastica ipocrita di queste generazioni, se il fuoco e il ghiaccio di una sventura strappandola troverebbero un poco di quella umanità.
Grazie Vecio. Sta ben a baita.

Jun 19, 2010
Giorni

Trascorrono inconcludenti tirando fili di matasse che non si vogliono sbrogliare. Tempi dilatati e snervate attese di rinvii. Pretenziosi figuranti millantano futuribile costrutto dal loro pestar poca acqua nel mortaio. Inciampi inutili e trascurabili minuzie si mischiano alla polvere e all’afa. Malmostoso e affaccendato senza profitto.

Jun 15, 2010
Jun 14, 2010
spigolature

dice, celiando, ML Rodotà sul corrierone:

Considerazione italiota: varrebbe la pena, a essere una frisona non sposata e senza lavoro, di fingere di non avere un fidanzato.

detta così, a un antico ragazzo di campagna come il sottoscritto, suona malissimo.

venti passi oltre il limite dell’insulto.

questo poiché frisona qui vuol dire bovino da latte da allevamento in pianura,

mentre grigia o bruna significa bovino di razza alpina adatto appunto ad essere condotto per sentieri e mulattiere sino agli alpeggi poiché, a differenza della prima, non teme l’altitudine e la vista dei ripidi declivi ed orridi strapiombi.

in sintesi, mi pare tutta una vaccata

Jun 11, 20101 note
#Dixit

Se si governa con le leggi e si mantiene l’ordine infliggendo punizioni, il popolo farà di tutto per evitarle, senza però provare nessun senso di vergogna. Se si governa invece con l’autorevolezza e si mantiene l’ordine mediante il rispetto verso l’idea da cui discendono le norme, allora radicherà nel popolo il senso di rispetto e disciplina.

Jun 11, 2010
Frugalità

Due panini di grano duro, due fette di branzi stagionato, una pera matura, fresca acqua del rubinetto, due bicchieri di buon bianco.

Jun 10, 2010
molte le vie, una la virtù

e si esplorano nuove strade della conoscenza

Jun 9, 20102 notes
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