il salice sulla riva del grande fiume

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April 2011

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La benedizione Sezionale degli Dei

Lo sport praticato in montagna richiede passione, forza di volontà, dedizione e rispetto, per gli atleti e per la natura con cui ci si confronta. Un principio che va ripassato giorno per giorno, per non disperdere i valori autentici, che devono accompagnare l’esperienza sulle piste innevate come lungo i sentieri di salita e arrampicata, e arricchire di sane motivazioni la pratica agonistica. Un richiamo consapevole che ha spinto Panathlon Club di Bergamo e Club Alpino Italiano di Bergamo ad organizzare nella sede del Palamonti una serata dedicata al tema dell’etica negli sport di montagna e chiamando una testimone d’eccezione, Tiziana De Martin, ex sciatrice azzurra ed oggi impegnata a promuovere progetti formativi che consentano di abbinare educazione scolastica e sportiva. Introdotta da Maurizio Gamba, presidente del Panathlon Club di Bergamo, e Paolo Valoti, presidente del CAI Bergamo, la campionessa di sci alpino nativa di Bressanone e con dieci anni di presenza nella squadra azzurra, laureata in scienze della formazione e life coach, ha illustrato la particolarità della scelta compiuta al momento di lasciare l’attività agonistica dieci anni or sono per dedicarsi a progetti di vita e maturazione delle giovani generazioni, riconosciuti dal Ministero dell’Istruzione, Università e Ricerca.

Tiziana De Martin è partita proprio dalla sua esperienza di atleta per sottolineare come la mancanza di etica umana nel mondo dello sport professionistico l’abbia indotta ad intraprendere un percorso orientato alla crescita dei ragazzi basata sui valori fondamentali. “Si tratta di porre i ragazzi al centro del progetto – ha spiegato – affinché possano trovare nella scuola e nello sport un unico ambiente di formazione”. La ragazza, che nel 2000 su Corriere delle Alpi descriveva lo sport “un nido di onestà, confronto leale e di crescita” e oggi prossima alla maternità, ha coronato il proprio sogno vedendo riconosciuti i propri sforzi nella ricerca di un nuovo modo di approcciare la formazione sportiva. “I valori dell’individualità e della spiritualità possono condizionare in modo positivo l’ambiente, che è alla base della piramide del pensiero” – sottolinea Tiziana De Martin richiamando il libro di Robert Dilts, uno dei maggiori ricercatori nel campo della programmazione neuro-linguistica, che definisce i livelli della psiche umana su cui è necessario lavorare per ottenere reali benefici. Ma è chiaro che non si può prescindere dalla Carta Etica, che tutti sono tenuti a sottoscrivere, compresi insegnanti e allenatori insieme alla famiglia, altra componente fondamentale. Lo Ski College Trentino, in cui opera e ha potuto mettere in pratica i progetti, nel 2009 si è visto riconosciuto la certificazione di società etica. Ora il progetto è stato esteso alla Val d’Aosta, con le Scuole della Neve che coinvolgono ragazzi delle medie e superiori per consentire di portare avanti con profitto il doppio impegno, scolastico e sportivo, ma anche attraverso l’iniziativa “Con lo sport avanti tutti” rivolta ai ragazzi disagiati.

“Più che di maestri, lo sport ha bisogno di testimoni” – ha dichiarato Roberto De Martin, prestigiosa firma del giornalismo della montagna, già presidente generale del CAI e papà di Tiziana, ospite della serata insieme a Lorenzo Branzoni, per un lustro arbitro di calcio in serie A e presidente del Panathlon Club Pavia, accompagnato dal vicepresidente Angelo Porcaro.

Figure riunite per rimarcare il tema dell’etica nello sport, che unisce da sempre Panathlon e Club Alpino Italiano, e dimostra, attraverso l’esperienza di Tiziana De Martin, come si possano trasmettere a tutti i giovani i valori autentici dello sport e della montagna che rappresentano la bussola della vita.

Guarda il servizio su www.terzotempomagazine.it – commentario di fatti e vita sportivi

Apr 11, 20111 note
Deminimis

Accade che il seienne accompagni l’anziano genitore in giardino per alleviare a suo modo la fatica delle stanche membra paterne.

Ad un tratto il pargolo, assorto nelle sue fantasie come sovente gli capita, si estrania dall’operoso agreste contesto, brandisce un palo di legno acuminato lungo un metro e qualche spanna dell’erigenda palizzata e prende ad agitarlo.
Incuriosito lo osservo per qualche istante quindi lo interrogo su cosa stia facendo e questi con la naturalezza di chi spiega come si beva un bicchier d’acqua mi dice: “sto accecando Polifemo” senza desistere dall’ora inequivocabile gesto.

Marmocchio ambizioso, esercita bene dunque e intensamente le tue virtù poiché hai davanti a te molta, molta strada; quanto a me, a quanto pare, avrò presto i proci alla porta.

Apr 10, 2011
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